Lazzari e giacobini
Il volume indaga i modi in cui le classi popolari in un preciso momento storico, quello della rivoluzione napoletana del 1799, reagiscono all’ impatto con le innovazioni venute dall’ alto e dall’ esterno e pone una serie di problemi, concernenti i rapporti tra l’élite rivoluzionaria e il mob cittadino, su cui non si è mai adeguatamente riflettuto. Nel libro si ricostruiscono i centri di elaborazione della propaganda giacobina, i canali di trasmissione, le strategie comunicative, i temi e i modi della diffusione dei principi repubblicani, prendendo in esame una consistente produzione di fogli volanti rimasti finora sepolti tra i materiali di scarto della storiografia ufficiale. L’ esame di questi materiali, costantemente confrontati con altre fonti documentarie, ha consentito di mettere in una luce nuova i termini del rapporto tra la minoranza giacobina e l’immensa plebe cittadina, di rivelare la straordinaria capacità dimostrata dai repubblicani di sintonizzarsi sulla cultura popolare e, insieme, la loro inadeguatezza ad assumere le domande più forti dei loro interlocutori plebei e porsi con essi in un rapporto dialettico. Al tempo stesso l’analisi ha consentito all’ autore di ricostruire la visione del mondo, il linguaggio mitologicoe il comportamento politico del "popolo minuto” attraverso gli stessi discorsi in cui essi vengono contestati e strumentalizzati dai giacobini e decodificati secondo gli schemi della cultura intellettuale.









